Giusto pochi giorni fa vi abbiamo raccontato dei negozi giapponesi che vendono frutta e verdura perfetti, completamente esente da difetti a prezzi da infarto. E proprio di recente arriva la notizia bomba sullo stesso tema, che dice che in realtà frutta e verdura in commercio possono anche essere brutte!

L’Unione Europea dal primo di luglio ha infatti cancellato gli standard richiesti per entrare nel mercato del 70% dei prodotti di frutta e verdura, 26 su 36 prodotti. Gli altri dieci potranno anch’essi essere venduti fuori standard ma solo con la dicitura “Prodotto destinato alla trasformazione”.

Quindi brutto è buono, insomma e vale la pena venderlo e comprarlo. Niente più meloni perfettamente tondi e grandi uguali, non più zucchine che sembrano fabbricate in serie, non più ciliege talmente belle da sembrare di plastica.

Evviva dunque il prodotto genuino anche se un pò inestetico, è degno anche lui delle nostre tavole. Maria, la nostra collega del post della pausa pranzo (a proposito, il post in questione è tra i più letti!), è tutta contenta: lei l’ha sempre sostenuto del resto. Se la frutta ha il verme, dice, significa che è buona davvero. Lui, il verme, l’ha scelta perché l’ha scoperto prima di noi! E voi? Siete d’accordo? Come scegliete la frutta e la verdura, le cercate lucide e perfette? E che ne pensate del nuovo regolamento della UE?

3 commenti a “La rivincita della frutta “brutta” (e pure della verdura)”

  1. rita scrive:

    finalmente si torna indietro.
    sacrosantamente vero. sgrido continuamente i figli che guardano l’estetica della frutta e verdura. nulla di più sbagliato.
    sono perfettamente d’accordo.

  2. Altro che primizie, a Natale frutti “dimenticati” scrive:

    [...] quantità e gli alti margini di guadagno richiesti dalla grande distribuzione. E poi sfuggono agli standard delle forme perfette che solo da poco e in parte sono stati sdoganati dalla UE. Dalla loro hanno però profumi e [...]

  3. Altro che primizie, a Natale frutti “dimenticati” | Parole in libertà scrive:

    [...] quantità e gli alti margini di guadagno richiesti dalla grande distribuzione. E poi sfuggono agli standard delle forme perfette che solo da poco e in parte sono stati sdoganati dalla UE. Dalla loro hanno però profumi e [...]

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