Archivio della categoria ‘Cucina storica’

Caterina era una golosa irriducibile, e non rinunciò alla “sua” cucina neppure quando se ne andò a Parigi per sposare colui che sarebbe divenuto il re di Francia. Insegnò, comunque, la “sua” cucina ai cuochi francesi che, sembra, l’apprezzarono molto: fu così che il “PAPERO AL MELARANCIO” divenne il “CANARD A L’ORANGE” e la “ZUPPA DI CIPOLLE” diede spunto alla “SOUPE D’OIGNON”. Ma il CIBREO non piacque, anche se era davvero una pietanza eccellente e, sembra, d’origine francese! Leggi il resto »

Ai primi del ‘900, per le strade di Napoli, durante l’estate giravano i venditori d’insalata: “Rucola e puchiacchella!” erano gli ingredienti gridati ai quattro venti, in cerca di persone pigre disposte a pagare per un’insalata già pronta. Ci rendiamo conto che questo termine dialettale non è proprio facile da tradurre in modo pulito, ma in realtà la PORTULACA OLERACEA veniva chiamata con nomi diversi in differenti dialetti/lingue, ma tutti francamente allusivi… Al di la della filologia, però, le insalate miste che comprendono anche la PORTULACA possono essere molto gustose e, con qualche aggiunta, possono essere dei veri e propri piatti unici! Leggi il resto »

Torna l’estate, e “loro” ritornano! Parliamo dei film d’epoca, che vengono stranamente “riscoperti” a palinsesti svuotati. Pochi giorni or sono l’abbiamo rivisto: “SABRINA” diretto da Billy Wilder. Un film del 1954, che vedeva protagonisti un’esile, dolcissima Audrey Hepburn ed un sempre affascinante Humphrey Bogart. Immagini soft, recitazione perfetta (macchiette comprese): come la deliziosa gag dell’insegnante-chef che, con elegante accento francese, ammonisce gli allievi sulle difficoltà insite nella preparazione del soufflè,  o sul modo di ben rompere le uova, giustiziandole misericordiosamente “con la ghigliottina”. Già, perchè non preparare un bel soufflè? Leggi il resto »

Oggigiorno, a Milano, si mangia (per usare un eufemismo) in modo molto “vario”: c’è di tutto, si dice… Ci sono ristoranti toscani, pugliesi, napoletani, friulani, vegetariani, sardi, siciliani, cinesi, giapponesi, americani, argentini, francesi, e chi più ne ha più ne metta… Ho trovato persino chi, fra i più giovani, si chiedeva se mai i milanesi mangiassero “a modo loro”, ossia “senza andare dal Mac(donald)”. Sì, i milanesi hanno da sempre una loro cucina DOC: e, da Bonvesi della Riva in poi, uno dei piatti più amati e “testimoniati” è proprio la COTOLETTALeggi il resto »


Ricordate questa data, 14 giugno 1800? E’ il giorno in cui l’epopea napoleonica entra in cucina, e lo fa per merito del Pollo alla Marengo. Più o meno accadde come vi raccontiamo ma, per prima cosa, desideriamo rassicurare tutti coloro che mangiano il pollo con le mani: non siete i soli, state tranquilli. Anche Napoleone mangiava con le mani, e faceva la scarpetta col sugo del “suo” pollo alla “Marengo”… Leggi il resto »

Nella pasticceria moderna vengono chiamati “al cucchiaio” i dolci morbidi (come creme e budini) e “da forno” quelli compatti, a base di farina. Fra i primi, una posizione di primissimo piano occupa, oggi come un tempo, la bavarese. E noi di PRONTO IN TAVOLA vi raccontiamo perchè. Leggi il resto »

Nato a Cremona il 23 Marzo 1922, Tognazzi è degno figlio di un territorio storicamente “vocato” per la buona tavola. Dal Platina in poi, sembra che Cremona ed il suo territorio ispirino non solo note immortali ed indimenticabili (vèdasi Claudio Monteverdi), capaci di rivoluzionare il concetto di opera musicale, ma portino anche a scoprire altrettanto indimenticabili sapori. Nulla di apparentemente rivoluzionario, almeno in cucina: come questo POLLO ALLA BELLE EPOQUE, firmato proprio da lui. Leggi il resto »

Ogni volta che Re Enrico compare sugli schermi, cinematografici o televisivi, è sempre un successo: ciò è accaduto mercoledì 31 marzo, con “L’altra donna del Re”, in onda su Canale 5. Eppure questo re, che tutti ricordano come un uomo alto, grasso e crudele, non era solo un Barbablù rinascimentale: non aveva SOLAMENTE l’hobby d’ammazzare le mogli con pretesti irrisori. Era anche un uomo di cultura, musicista, teologo, grecista e latinista: ed un buongustaio. Da un ricettario a lui contemporaneo prendiamo una ricetta facile e gustosa: il montone alla birra. Leggi il resto »

Non era SOLAMENTE bella secondo i canoni dell’epoca: era qualcosa di più. Era furba, colta e intelligente, tanto da sapersi gestire da sola in un’epoca in cui le donne passavano dalla potestà paterna a quella del marito (se avevano una dote per “comprarselo”) senza fare accezioni. Ed era, come tutte le donne che amano l’amore, anche una buongustaia: questi “baci”, si dice, sono una sua creazione.

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Si fanno in tutto il mondo, e sotto questo termine generico si annoverano infinite varietà di gnocchi fra le più diverse: l’Italia produce i migliori, seguita da vicino dall’Ungheria. E poichè nell’ex Regno Lombardo-Veneto si è risentita l’influenza ungherese attraverso l’impero austriaco, c’è chi sostiene che i migliori provengano da quella zona: sarebbero, insomma, il risultato del felice accoppiamento “gastronomico” fra i due popoli, leaders per lo meno in fatto di gnocchi. Oggi, comunque, non si fanno quasi più in casa: si comprano. Ma non è male inparare anche a farseli: non certo in nome dell’economicità della cosa, ma per far riaffiorare alla nostra mente vecchi ricordi di nonne/bisnonne/prozie che sul tavolone della cucina hanno preparato di tutto, con grande gioia delle nostre papille gustative! Per cui, veniamo a noi: innanzitutto laviamoci le mani, rimbocchiamo le maniche, togliamo l’orologio da polso e mettiamoci un grembiulone. E via, verso i nostri meravigliosi GNOCCHI PERFETTI!

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