Archivio della categoria ‘Cucina storica’

Da qualche tempo abbiamo riscoperto i “sapori poveri”. Perciò assistiamo alla riesumazione ed alla rivalutazione di sostanze delle quali ci eravamo dimenticati : frutti antichi, legumi particolari, bottarga, nero di seppia/calamaro, ecc… Per cui essi diventano, all’improvviso, carissimi, ricercati e “in”.

Se prima, pulendo seppie e calamari, gettavamo schifati la “sacca” del loro nero, oggi si va persino a cercarlo negli scaffali dei sapermercati per improvvisati risotti con gli amici. E lo si paga caro. Leggi il resto »

Chi l’ha detto che erano incolti, senza gusto, un po’ burini, sporchi e che mangiavano male? Luoghi comuni, sfatate dalle opere d’arte e da tutto il resto che ci è stato lasciato. Erano anche buongustai, innamorati della cucina di Roma imperiale e della salsa di pesce, il “garum”. Siccome non cucinavano in modo “barbaro”, eccovi una “barbarica” braciola di maiale! Leggi il resto »

Ricchezza e fame atavica: da questo binomio inscindibile nasce una cucina che sposa la pizza, miracolo alimentare d’umili origini, ai piatti elaborati, degni discendenti di quelli preparati dai cuochi francesi del ‘700. Napoli è anche la città della grande tradizione borghese e aristocratica, orgogliosa del suo passato di capitale e attenta anche alle umili lezioni che arrivano dai bassi di Spaccanapoli, sino a fondere nella sua gastronomia un insieme di esperienze suntuose e povere, capaci di raccontare, sedendo a tavola, i trascorsi di tutto un territorio. E, a proposito proprio di tradizione napoletana, parliamo ora di Vincenzo Corrado, autore del “Cuoco galante”, libro settecentesco da cui prendiamo la ricetta di un’ottima salsa alla giardinieraLeggi il resto »


Dall’Umanesimo a tutto il ‘700  i gastronomi  attribuiscono valenze afrodisiache ad un vegetale assolutamente “insospettabile”: il sedano. Sedano e semi di sedano vengono quindi investiti di un potere erotico (per la fisiologia maschile) che oggi noi attribuiamo a medicinali di sintesi, alle famose pillole blu-puffo che promettono notti da sogno… Coi semi di sedano si fanno salsette da unire al cibo carneo e degustare con buon vino rosso: si pensa così di poter aumentare la valentia (propria o del partner) nei giochi d’amore indefinitamente, in  quanto il sedano viene assunto, come toccasana, diremmo “poco prima dell’uso”! Leggi il resto »


San Valentino è il patrono della città di Terni
, di Quero (BL), di Sadali (Sardegna) e di Vico del Gargano. Morì decapitato a Roma nell’anno 273, quando era già vescovo dall’anno 197.  Stando alle fonti, aveva quasi 97 anni quando lo uccisero, il che contrasta un pò con l’immagine che si ha del patrono degli innamorati… Ma sembra che molte leggende ispirate al suo apostolato concordino nel testimoniare questa sua attenzione a riappacificare le coppie in lite: del resto, nel suo ruolo di Vescovo non poteva non amare la concordia e cercare, comunque, di mettere pace fra i litiganti. Noi vi proponiamo qui un dolce perfetto per ricordarlo nel giorno più romantico dell’anno: ovviamente il protagonista non può essere che un dessert al cioccolato! Leggi il resto »

La colpa è del Signor Tagliavento, alias Taillevent: si chiamava Guillaume Tirel (era francese), ma l’avevano soprannominato Tagliavento perchè aveva un bel nasone a becco, tanto pronunciato da fendere, appunto, l’aria attorno a se. E’ a lui che dobbiamo la ricetta del risotto con lo zafferano. Leggi il resto »


Si chiamava Amelia Simmons, apparteneva alla categoria delle signore-bene: e lo dichiara, nella prefazione del suo libro, che esce nel 1796 col titolo “American Cookery”, e che l’Autrice dedica alle signore-ine di buona famiglia. Belle, fragili ed inesperte? Non direi, considerando che si trovavano a dover gestire una realtà familiare molto diversa dalla nostra… Fatta di realtà come bucati a mano con la sola cenere come detersivo, conservazione dei cibi senza frigorifero, pulizia di materassi e cuscini per evitare pulci ed altri infestanti, e via elencando. E ricette: sìa per conservare derrate sottovetro che per preparare pranzi e cene senza soluzione di continuità. Ricette come quella della goccia al burro, che vi presento qui. Leggi il resto »

Era nato sotto il Segno dell’Acquario nel 1443: un uomo bruno ed aitante, ruvido ed imperioso, le labbra sdegnose e gli occhi di un bruno pallido che sembravano vedere ben oltre le circostanze del presente. Fu praticamente padrone di Bologna per oltre quarant’anni: benché ufficialmente la città fosse governata da un Senato formato dalle famiglie più importanti, Giovanni II° comandò in modo assolutistico come se fosse una sua signoria.

Era un uomo raffinato, amante della cultura e dell’arte, ma anche ottimo statista e condottiero: neppure Cesare Borgia riuscì a sconfiggerlo. Ci riuscì solo Giulio II°, il papa di Michelangelo. Aveva sangue Visconteo nelle vene, e sposò una Sforza da cui ebbe ben sedici figli. Non a caso, quindi, decise di lasciarsi esiliare a Milano, dove morì, ed è sepolto nel Monastero Maggiore.

Fra le leggende che lo riguardano vi è quella della cotoletta alla bolognese che si dice fu inventata per lui o, per lo meno, per le cene che si tenevano nel suo palazzo. Leggi il resto »

L’ostrica è davvero la “personificazione” della voluttà, anche se si tratta di una creatura molto “vecchia”. E’ infatti comparsa sul pianeta Terra circa 100 milioni di anni fa e ne possediamo un fossile di circa 10 milioni di anni: con una perla in via di formazione! La amarono i Greci, e la quantità consumata era tale che ne usavano i gusci (vuoti, ovviamente!) nelle votazioni pubbliche. I Romani, sbrigativi ed organizzatori per vocazione, inventarono un loro metodo (arcaico fin che si vuole, ma funzionale) per allevarla. Qui vi proporremo una ricetta con le ostriche dei primi del NovecentoLeggi il resto »


Alla vigilia del fine settimana, la tradizione vuole che a tavola si serva pesce. Ma non è facile trovare ricette un pochino originali e veloci. Noi ve ne proponiamo una veramente semplice, con un tocco proprio speciale: la frutta. Ecco dunque come preparare un ottimo baccalà con le mele. Leggi il resto »